Cosa sono gli apparecchi acustici a orecchio aperto

Hai mai sentito parlare di apparecchi acustici a orecchio aperto e ti sei chiesto cosa significa esattamente? Ed in cosa si distinguono dagli apparecchi acustici a “orecchio chiuso”?

I tipi di apparecchi acustici

Innanzitutto devi sapere che esistono diversi modelli di apparecchi acustici che si dividono in due grandi categorie:

  • I retroauricolari, che si indossano dietro all’orecchio
  • Gli endoauricolari o intrauricolari che si indossano all’interno dell’orecchio

E gli apparecchi acustici a orecchio aperto a che categoria appartengono?

Gli apparecchi acustici a orecchio aperto

Di fatto gli apparecchi acustici retro auricolari sono detti anche a orecchio aperto per la loro conformazione che permette ai suoni di confluire naturalmente all’interno del condotto uditivo.

Infatti gli apparecchi acustici retroauricolari o a orecchio aperto sono costituiti da:

  • un guscio che viene posizionato dietro l’orecchio che contiene il microchip, l’amplificatore, il microfono e la batteria se prevista
  • un ricevitore a forma di cupolina che si inserisce nell’orecchio

La cupolina in silicone, morbida e confortevole, che si inserisce all’interno dell’orecchio non chiude completamente il condotto uditivo e dunque i suoni che provengono dall’esterno si fondono con quelli amplificati dall’apparecchio acustico per un suono più naturale e un ascolto più confortevole.

Al contrario gli apparecchi acustici intrauricolari si inseriscono più o meno profondamente nel condotto uditivo, di fatto occludendolo e creando una sorta di ovattamento che impedisce ai suoni esterni di penetrare.

La storia degli apparecchi acustici a orecchio aperto

Il primo apparecchio acustico a orecchio aperto è comparso sul mercato nel 2003, prodotto dalla danese GN Resound. Resound Air, era un apparecchio retroauricolare munito di un sottile tubicino semirigido che portava il suono amplificato all’ingresso del condotto senza ostruirlo. Fino ad allora il mercato degli apparecchi acustici era dominato dai piccoli endoauricolari perché le persone ambivano “all’invisibilità” senza troppo considerare la soddisfazione d’uso.

“Ero scettico ma un collega me ne aveva parlato bene. – ci racconta Luca Del Bo, ingegnere biomedico e audioprotesista titolare di Del Bo Tecnologia per l’ascolto di Milano – Cosi decisi di farlo provare a un signore di 55 anni, un dirigente d’azienda con una perdita modesta ma molto interessato a non perdere una parola nelle comunicazioni di lavoro. Dovetti faticare non poco a convincerlo perché era già orientato verso un endoauricolare a scomparsa, ma alla fine accettò di provarlo per una settimana. I giorni passarono e quando il paziente entrò nella mia stanza notai la tipica espressione in viso che contraddistingue chi è soddisfatto della scelta. Il dirigente era contentissimo, l’apparecchio era leggero al punto da dimenticarselo addosso ma il vantaggio più importante era nell’ascolto delle voci adesso chiare e definite.” 

Resound Air

Il piccolo Air con la sua custodia dal design a forma di nuvola era destinato a segnare una nuova stagione nel sonnolento mondo audio protesico. L’epoca delle applicazioni a orecchio aperto, l’open fitting per dirla in inglese era inziata.

L’intuizione geniale di Resound Air era proprio lasciare completamente aperto il condotto, cosa che elimina i rimbombi degli apparecchi endoauricolari tradizionali e che rende l’applicazione facile e immediata anche per chi non ha mai indossato un apparecchio prima. Ora gli open fitting coprono oltre il 70% delle applicazioni, sono il best seller per tutti i produttori di apparecchi e i preferiti dagli audioprotesisti.


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